Translate

Visualizzazione post con etichetta fun. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fun. Mostra tutti i post

sabato 15 novembre 2014

Ventitreesimo Post: Torino

                                        "Torino non è un luogo che si abbandona"    
                                                                                                  Friedrich Nietzsche.
Aveva ragione Nietzsche, Torino non andrebbe mai lasciata andare. Il filosofo tedesco si trasferì in questa città negli ultimi anni della sua vita, più precisamente nel 1888, in cui scrive alcune sue opere, tra cui il "Ecce Homo", e qua ha un crollo mentale che lo porterà progressivamente a perdere da questo momento in poi le capacità fisiche e psichiche. 
Torino è una città molto maestosa, la grandiosità delle sue piazze è incredibile e l'eleganza dei palazzi e delle statue incantevole. È una città piuttosto recente fondata dai Romani come castrum, cioè accampamento militare; ancora oggi le sue strade mantengono una struttura viaria a reticolo caratterizzata dalla lunghezza e dalla larghezza. Divenne capitale dello stato Sabaudo nella metà del XVI secolo e la sua urbanizzazione è ancora come appare oggi ai nostri occhi. La Mole non poteva avere un nome più azzeccato, è straordinariamente grande, con quella guglia che termina con una stella a sei punte è un'opera immensa. 
È piacevole passeggiare per le vie del centro come Via Po o Via Roma, si può girare a piedi e allo stesso modo con i mezzi pubblici. Se si cerca una città diversa dalle altre città italiane, forse troppo turistiche, Torino è la città ideale.
Piazza Vittorio Emanuele II 
i Giardini Reali
la Mole 

mercoledì 29 ottobre 2014

Diciasettesimo Post: Roma II

Roma è sempre dominata dai potenti, sin dall'impero dagli imperatori, che durante il medioevo e oltre dai papi, fino ai giorni nostri dove opera la politica Italiana. Mi interessa sopratutto un periodo tra questi di cui parlare, ossia quello dei Papi, del post Rinascimento e della controriforma, del realismo e della verità nuda e cruda, della luce, di Caravaggio. Nato a Milano nel 1571, Michelangelo Merisi da Caravaggio, nel 1592 parte per Roma dove inizia a dipingere soggetti semplici, giovani modelli che si dilettano a cantare o suonare, ma solo nel 1595 comincia delle commissioni importanti grazie alla conoscenza del Cardinal del Monte, suo principale mecenate. Caravaggio frequenta postacci, gioca d'azzarde e spesso beve un po troppo, ma la sua pittura lo avvicina al patriziato romano, ai potenti del clero e alla divinità. Sempre in mezzo a scorribande nel 1606 fà l'irreparabile, uccide Ranuccio Tommasoni e si da alla fuga tra Napoli, La Valletta, Sicilia e nuovamente Napoli, poiché la sentenza di decapitazione. Nel 1610 dopo che stava per ritornare a Roma per ricevere la grazia da Papa Paolo V, ma muore nel percorso a Porto Ercole, in Toscana. 
Questa è la triste e breve vita di un pittore italiano che è riuscito in pochi anni a rimodernare l'arte, a scrivere le prime righe di un nuovo capitolo della storia dell'arte italiana e mondiale. La sua pittura e vera e la luce divina illumina solo chi decide lui, la controriforma ormai brulica per tutta Roma. Oggi vi porterò dentro a i luoghi Romani che custodiscono le opere del Merisi, come la meraviglisa San Luigi dei Francesi nella cappella Contarelli, Santa Maria del Popolo nella cappella Cerasi o nella Galleria Borghese. 
Foto scattate nel gelido, freddo e festoso periodo Natalizio con un iPhone5.
San Luigi dei Francesi
Vocazione di San Matteo presso San Luigi Francesi
Crocefissione di Saulo a Santa Maria del Popolo 
Davide e Golia presso la Galleria Borghese
San Girolamo alla Borghese






sabato 18 ottobre 2014

Dodicesimo Post: Bologna

Bologna la dotta, Bologna la grassa, Bologna turrita, Bologna la rossa. Per una persona che non conosce minimamente Bologna possono sembrare strani questi nomignoli attribuitigli amichevolemente dai cittadini. E' chiamata la dotta perchè il suo ateneo è presente dal 1088, per questo è la più antica università d'occidente e la terza più antica del mondo dopo la Marocchina al-Qarawiyyin (859) e l'Egiziana al-Azhar (872) ed è considerata la più prestigiosa in Italia.
E' la grassa perché la cucina emiliana è superba, fatta di sapori semplici e gustosi. Rinomata per la mortadella esportata in tutto il mondo e per i celeberrimi tortellini.
E' la Turrita perché tra il XII e il XIII vennero innalzate tantissime case torri, alcuni parlano di addirittura 180, fate costruire dai ricchi borghesi come strumento di offesa\difesa ma sopratutto come simbolo di potere, un qualcosa di monumentale che dimostrasse la ricchezza dei committenti.
E' la rossa, bè perché Bologna è tutta rossa. Vista dall'alto della torre degli Asinelli sembra ci sia sopra un tappeto. E anche perché la posizione politica della città è conosciuta, la sinistra.
Foto scattate con un iPhone5 e il iPhone4.

La torre degli Asinelli
La chiesa di San Domenico 

mercoledì 15 ottobre 2014

Undicesimo Post: Oslo

Capitale della ricca Norvegia, tanto cara quanto fredda. Mi è capitato di andarci in Aprile e trovarci comunque un clima rigido. Città che molto moderna, nuovi grattacieli spuntano nello skyline, ma non trascura le, anche se poche, costruzioni medievali come la Fortezza di Akershus o la novecentesca Cattedrale di Sant'Olav. Ma il punto forte della modernità scandinava della città rimane l'immensa e la candida Operahuset, l'operá della città norvegese. Meritevoli anche la Nasjonalgalleriet e un po deludente il Museo Munch. Emozionante vedere il posto dove annualmente consegnano il nobel per la pace. Spettacolari il parco e le sculture del Vigelandsanlegget, niente che è un parco dove sono esposte permanentemente le sculture dello scultore norvegese Gustav Vigeland.
Foto scattate con un iPhone5.

Skyline di Oslo
Operahuset's family
Operahuset
Una piazza particolare
Vigelandsanlegget
L'urlo di Munch
The City






martedì 7 ottobre 2014

Settimo Post: Parma

Parma è una città in cui per mia sfortuna ho potuto soggiornarci solo pochi giorni, una città piccola che custodisce nel centro storico anche il centro della città. Dà i natali al Correggio e al Parmigianino e molte delle opere di questi sono tutt'oggi conservate nella Galleria Nazionale insieme ad altre opere notevoli, tra cui, quella che mi ha impressionato di più: una tavoletta in legno di neanche 25 cm di Leonardo da Vinci con una fanciulla che per i capelli in disordine hanno soprannominato amichevolmente "la Scapigliata". Poi il Duomo, cosi rude con la facciata in pietra risalente al romanico con la sua cupola affrescata dal Correggio come in San Giovanni, e il Battistero, di Benedetto Antelami, che sembra uno scrigno contenente antichi splendidi affreschi. Penso che la migliore cucina Italiana, quella apprezzata sia da noi che dall'intero mondo sia quella Emiliana, gustando il prosciutto di Parma e la mortadella Bologna, misto al Grana Padano d.o.p. con marmellate.
Una come poche in Italia.
Foto scattate con un iPhone5
Teatro Farnese
La Scapigliata
Il Battistero
La magistrale opera del Correggio al Duomo


mercoledì 24 settembre 2014

Quinto Post: Lloret de Mar


Raduna turisti da tutta Europa, meta di divertimento dei più particolari che io abbia mai visto. Arrivarci è semplicissimo, si può prendere un bus diretto che passa su una strada litoranea e il tragitto non dura più di un'ora e mezzo. Sceso dal pullman la prima cosa che ho notato è un atmosfera molto fittizia, un delirio di luci al neon con discoteche ad ogni passo, giovani con sorrisi etilici pronti ad una nuova nottata e i "buttadentro" che ci riconoscevano, perché molto popolare come meta per noi Italiani la costa Brava. Il primo giorno si va a ballare, in una discoteca, il DISCO TROPICS che neanche tutte quelle nostre messe insieme avrebbero battuto, ambiente molto giovanile, non troppo elegante ma neanche così trasandato, musica molto ben remixata. La mattina si va a spasso per i negozietti di souvenir, tutti uguali e tutti con la stessa roba, e a cercare un ristorante che non fossero i Mc Donald's o i Burger King presenti ad ogni angolo. Per farvi capire la situazione, dentro una discoteca c'era un Burger King aperto dalle 4 a.m. all'alba. Ma sorvolando il secondo giorno dopo una buona cena in una Steak House si va per poco in un'altra discoteca e poi a casa presto! La terza giornata ho potuto ammirare, credo, l'unica chiesa presente nella località, e mi ha colpito molto la sua cupola e le sue decorazioni in modernismo catalano, tutto colorato e mosaicato. La sera capitiamo ad un Fluo Party dove sparavano secchi e secchi stracolmi di vernice+acqua che "non avrebbero dovuto macchiare", non credeteci. Mi è dispiaciuto il quarto giorno dover andare via, mi ero abituato a quella finta città fatta esclusivamente per quello per cui c'era, divertimento, hotel e cibo, una spiaggia non invidiabile e tante persone da tutta Europa con tutta la foga e la voglia di divertirsi che hai tu. Consigliatissimo.
Posto delle foto che ho fatto con un iPhone 4S, un Samsung Galaxy s4 e un iPhone 5.
Chiesa di Sant Romà
Disco Revolution
La Playa de Lloret